36 ore

Monteveglio, 30 settembre 2018 , ore 23,30 circa

Dicono che quello che non ci uccide ci rende più forti. Balle. Non si può essere più forti quando hai l’anima a brandelli che sanguina. Quando il dolore è così forte da annebbiarti la vista. Quando non hai più interesse per nulla, per la tua vita, per quello che sei, per quello che fai.
La verità è quello che non ci uccide lo fa solo perché ha sbagliato la mira o non ci è riuscito per qualche altro motivo. Punto. Se avesse potuto lo avrebbe fatto. E non siamo più forti, perché il solo pensiero ci rende fragili.
Sto uscendo dalla miniera. I miei occhi fanno fatica a reggere la luce, dopo tanto buio. Ma vedo il giorno, dopo l’oscurità ed è bellissimo. Ho dovuto combattere là sotto, affrontare i miei mostri più profondi. Un novello Gandalf che ha affrontato il suo Balrog delle Miniere di Moria. E ho vinto. Perché sono ancora qua. Ho sofferto, ho pianto, mi sono disperata, perché nessuno poteva aiutarmi. Ma non era vero. C’è una persona che può sempre aiutarmi e basta che allunghi la mano per trovarlo. Gli sono bastate 36 ore da soli per rimettermi in piedi. La sua sensibilità, la sua capacità di analisi, la sua dolcezza e anche la sua decisione. Mi ha portata via, mi ha richiusa in una stanza per una notte intera e no, non abbiamo fatto l’amore. Abbiamo parlato. Io e lui da soli. Mi ha strappato fuori tutto, fino a farmi male, fino a farmi piangere dal dolore, urlare dalla disperazione. Ha schiaffeggiato la mia anima, preso a pugni il mio cuore e a calci la mia coscienza. E’ riuscito a farmi provare un dolore che nemmeno pensavo esistesse senza sfiorarmi con un dito. Tutta la notte, fino all’alba, quando ho ceduto e mi sono addormentata. E nel sonno l’ho sentito stringermi a se fino quasi a farmi male, come se avesse paura che scappassi via. Ma non ho nessuna intenzione di scappare. Perché da sola non saprei dove andare, senza di lui sono un uccello a cui hanno tagliato le ali. E semplicemente perché lui è la mia vita, senza di lui non ho senso.
36 ore. Mai fatto sesso. Mangiato poco. Bevuto solo acqua. Molte sigarette. Niente cannabis.
36 ore. Dolore, disperazione, pianto.
36 ore. Poi la resurrezione. Il Balrog è sconfitto. La guerriera è tornata. Sporca, ferita, insanguinata, ma vittoriosa. E adesso so che nascosto nell’ombra c’è il mago che è in grado di liberare la sua forza.

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