Incontri. #5

So chi sei, anche se non ti conosco. Ti vedo quasi tutte le volte che prendo il treno. Dovremmo essere più o meno coetanei. So dove sali, sempre dopo di me. Stamattina ti sei seduto qua di fronte. Come me hai le cuffie in testa, chissà cosa ascolti. Barba e capelli folti, e neri, come tutti passi questo tempo morto con un cellulare in mano. Non ti sei accorto che ti osservo con la coda dell’occhio e sto scrivendo di te e questa cosa mi diverte molto, se guardassi attentamente vedresti un leggero sorriso sulle mie labbra. Ma sei impegnato. Il treno rallenta, si ferma, sono già in piedi nella calca delle persone che devono scendere. Ti sento alle mie spalle nella ressa. Sento i tuoi occhi su di me. Il mio collo scoperto, a causa dei capelli raccolti sopra la testa è lì, a pochi centimetri dalle tue labbra, sappiamo entrambi che ti basterebbe allungarti appena un po’ per baciarlo. Sappiamo anche entrambi che non accadrà mai, perché questo è solo un incontro tra due persone sconosciute su un treno regionale alla stazione dei Bologna Centrale. Le persone davanti a me si muovono e io con loro. Immagino anche tu dietro di me. Mi giro con una scusa, e vedo che in tutto questo tempo non hai staccato gli occhi dal telefono. E alla fine, come sempre, la porta si apre e ci dividiamo nel flusso delle formichine che popolano questa città, io con il mio sogno erotico di passaggio e tu con i tuoi pensieri.

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