La scelta di Chiara

Qualche tempo fa sono stata male, ma non il mio solito malessere, non quello causato dalla mia malattia. Sono stata male perché ho passato la giornata a litigare. Ho litigato per questioni di politica, perché non so stare zitta, perché credo nei miei valori e li difendo fino alla morte. Stasera per caso sono tornata su quelle discussioni e le ho rilette, assieme a tante altre che sono circolate in questi giorni e ho pensato che forse avevo sbagliato tutto. Non a difendere i valori in cui credo, perché quello non potrei farlo diversamente. Ma ho sbagliato i modi. E ho deciso. Ho scelto. Ho scelto di cambiare. So che la mia decisione non interesserà nessuno, ma non importa. Nell’era della politica urlata, degli insulti, delle cattiverie gratuite, ho deciso di esprimere le mie idee in un modo diverso. Ho deciso di non rispondere più alle provocazioni, né di farne a mia volta. Credo che chi abbia un minimo di intelligenza e voglia davvero fare il bene di questo Paese dovrebbe seguire questa linea. Mettere da parte le urla, le polemiche, le discussioni sterili e dedicarsi a fare le cose che servono, senza parlare inutilmente, senza fare proclami. La polemica gratuita serve solo a chi vuole sfasciare tutto, agli estremisti di entrambe le parti, destra e sinistra. E allora, perché le persone di buona volontà non trovano il coraggio di reagire nell’unico modo che metta fuori gioco i professionisti della propaganda e della polemica, cioè rispondendo alle polemiche con i fatti. E’ possibile anche se si sta all’opposizione in un momento difficile come questo, i modi ci sono, basta usare un po’ di quella cosa che abbiamo perso da tanto tempo: il buon senso. Rimbocchiamoci le maniche, lasciamo parlare chi è capace di fare solo quello, torniamo a fare politica in senso alto, facendo proposte e opposizione come si deve e ignoriamo chi invece è solo capace di parlare sui social e all’atto pratico non sa fare altro.
Si, lo so, non sono a posto con la testa, ma sono idealista e assieme pragmatica, sono emiliana e sono figlia di questa cultura, che non a caso ha fatto della nostra una delle regioni d’Italia dove si vive meglio. Nessuno mi ascolterà ci mancherebbe, ma la mia scelta è questa. Voi fate la vostra.

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