Un paese allo sbando

Siamo nel 2018 e ancora dobbiamo sentire questo. Dobbiamo sentire la notizia che un’autocisterna esplode praticamente dentro a Bologna e solo per un caso fortuito e per l’efficienza dei soccorsi tutto si conclude con un solo morto e dei feriti che per fortuna presto o tardi torneranno alla loro vita normale.
Passano otto giorni e dobbiamo sentire che a Genova crolla un ponte causando non si sa ancora quanti morti e quanti feriti. Un ponte vecchio, costruito male, che ormai era costato più di manutenzione che di costruzione, un ponte che tutti sapevano che non sarebbe durato, eppure era lì, un mostro ferito nel cuore della città.
Come sempre in Italia le decisioni si prendono dopo. Dopo che le cose sono successe. Dopo che ci sono stati i morti. E nessuno si assume ovviamente la responsabilità di ciò che è accaduto. Viviamo in un paese di infrastrutture vecchie, superate, che avrebbero bisogno di essere rimpiazzate o pesantemente rimaneggiate.
Invece siamo un paese allo sbando, senza prospettive, senza un futuro. governati da un’accozzaglia di neofascisti dediti solo alla propaganda da una parte e da una manica di incapaci dall’altra.
Un paese avvitato su se stesso, ingessato e incapace di reagire. Un paese in cui la propaganda la fa da padrone, in cui i social distorti influenzano la vita politica, perché, come raccontava un mese fa Andrea Coccia su www.linkiesta.it la politica non si fa più in piazza (potete leggerlo qua). Un paese che ha come Presidente del Consiglio un Carneade qualsiasi, messo lì solo perché altrimenti gli altri due litigavano e che quando parla viene manovrato da Rocco Casalino (!!!) manco fosse il corvo Rockfeller.
Questo siamo diventati. Un paese ridicolo, con un ministro dell’Interno che fa politica con i selfie, sparando frasi senza senso ma che piacciono tanto agli italiani.
Ma l’Italia ha bisogno. Ha bisogno di rialzarsi dalla crisi in cui è caduta, con soluzioni efficaci, tirandosi su le maniche, perché la colpa se le cose non vanno bene non è dell’Euro, dei migranti africani, della Merkel, di Macron, del Nuovo Ordine Mondiale, di Soros. La colpa è di una classe politica incapace che governa questo paese da oltre 20 anni, di una destra che non riesce ad essere una destra moderata ed europea, ma deve inglobare le frange estremiste, xenofobe e razziste, di una sinistra incapace di guardare al di là del proprio naso, autoreferenziale e completamente avulsa dal contesto sociale, che non parla più con la gente. E la risposta a questo cos’è stato? Il Movimento 5 Stelle. Un partito azienda, manovrato da una società di marketing, che ha infilato in testa agli italiani concetti come la “Decrescita Felice”, l’opposizione alle grandi opere (ma tanto il Ponte Morandi a Genova sarebbe durato altri 100 anni, hanno detto…), la democrazia diretta (concetto che notoriamente non funziona, mai) e l’idea assurda che chiunque possa fare il ministro o il deputato.
Negli Stati Uniti si dice che “… Truman ha dimostrato che chiunque può fare il Presidente…” Truman è l’uomo qualunque che ha ordinato gli attacchi atomici di Hiroshima e Nagasaki. Non aggiungo altro.
Un paese che delegittima sistematicamente la conoscenza, dove chiunque si improvvisa medico, ingegnere o qualunque altra cosa, perché, tanto, che ci vuole?
Ve lo dico io: ci vuole studio, applicazione, conoscenze, cultura, tutte cose che i partiti di governo e i loro elettori non solo non conoscono ma addirittura osteggiano, perché il sapere non ha più nessuna importanza. Su questo concetto, eredità di vent’anni di berlusconismo, che ha lavato il cervello alle nuove generazioni, si è innestata la propaganda leghista e 5 stelle, pompata da quei social network che tanto influiscono ormai sulla vita di tutti e che hanno bisogno di una base scarsamente scolarizzata, sulla quale fanno presa gli slogan e non i ragionamenti.
Allora non lamentiamoci perché le cose vanno a rotoli in Italia. Ogni paese ha il governo che si merita. Gli italiani si meritano Di Maio e Salvini. E Conte (Conte… Chi era costui?)

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