Vita. #6

Sono sola. Sola con la notte, l’oscurità fuori fa il paio con quella dentro di me. Il silenzio è totale. D’altra parte, quassù non potrebbe essere diverso. L’unica compagnia sono le cicale, che non smettono di fare casino. Il resto del mondo dorme, mentre io sono qua fuori, sotto il portico, con la sola compagnia degli animali che popolano il bosco e le due bestie feroci deputate a fare la guardia (due meticci di volpino…). Il pc sul tavolo, tabacco, cartine, bicchiere di Jack Daniel’s con ghiaccio.
E’ stata una giornata difficile. Dopo tanto tempo sono stata male di nuovo, mentre tornavo a casa, fino al punto di fermarmi da sola in una strada di campagna a piangere. Per fortuna la mia rete di salvataggio si è attivata in fretta. Questa volta è toccato a papà venirmi a soccorrere. Ormai lo sa. Sa cosa succede quando lo chiamo, non parlo e piango. Sa cosa succede nella testolina della sua unica figlia. So che sta male quando mi vede così e mi deve portare in salvo. E tutto questo e anche di più lo sa mio marito. Loro sono le sole persone che sanno come aiutarmi quando sto così. E così la serata è finita con me e papà davanti a una pizza e una birra, io che non riuscivo a smettere di piangere e lui che provava, deciso ma delicato allo stesso tempo, a rimettermi in sesto. E come sempre c’è riuscito.
Sono arrivata a casa che i miei cuccioli dormivano già, non sono riuscita a vederli e questo mi ha dato un’altro pugno nello stomaco, vorrà dire che domattina, o meglio fra poche ore, mi sveglierò presto per poter stare un po’ con loro.
Mi chiedo come faccia mio marito a sopportarmi quando sono così, voglio dire, io mi odierei (anzi forse un po’ io mi sono sempre odiata, ma questa è un’altra storia); l’ho mollato a casa da solo con tutto da fare e invece… Mi ha fatto sedere sotto il portico, ha aperto due birre, fatto una cannetta e ha completato l’opera iniziata da papà.
Perché in fondo è facile. Basta che qualcuno pettini i miei pensieri in modo che la smettano di aggrovigliarsi e sbattere di qua e di la, li faccia stare in ordine e tutto va a posto.
Basterebbe che io la smettessi di star male per tutto il male che vedo attorno a me. Non posso salvare il mondo. Non da sola di sicuro, ma forse nemmeno con qualcun altro.
Ma non riesco. Viviamo tempi carichi di odio, di cattiveria, sembriamo i gladiatori nell’arena. Dieci anni di crisi e di sofferenze (perché sono state sofferenze) ci hanno trasformato in un popolo (giuro che dopo non uso più quella parola…) litigioso, insofferente, cattivo con i propri simili, figuriamoci poi con chi è diverso da noi.
Valori come il rispetto, l’educazione, la solidarietà, ormai non attraggono più nessuno. Ma io con quei valori ci sono cresciuta e spesso sento che il mondo attorno a me stride da morire con tutto questo e io ci resto in mezzo.
Sono le 3, il Jack Daniel’s è finito fumo l’ultima sigaretta e vado a letto, che stanotte non credo significherà dormire.

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