Vita. #8

Da noi lunedì sono ricominciate le scuole e portandoci i miei figli mi è uscita questa riflessione, che forse ho già fatto, ma tant’è.
In un momento storico come questo, nel quale sembra che i sentimenti più diffusi tra gli italiani siano l’odio e il disprezzo verso quelli che consideriamo “diversi” i bambini possono insegnarci tanto. Li ho visti, in queste mattine, davanti all’ingresso della scuola: tutti lì, italiani, africani, cinesi e di chissà quale altra etnia, parlare tra loro, giocare, scherzare. Nessun timore, nessuna diffidenza, perché per i bambini tutti sono uguali, basta correre dietro a una palla o fare finta di fare da mangiare con due tegamini e quattro fili d’erba, basta un gioco da condividere e si è tutti amici. E poi penso quanti di loro saranno corrotti in futuro da questa mentalità ottusa che regna incontrastata e impareranno ad odiare, perché a casa o altrove qualcuno gli infilerà in testa che chi è diverso è un pericolo, è un delinquente, è un poco di buono.
Perché i genitori con le loro paure riusciranno a spazzare via l’innocenza dei bambini e la loro capacità di ignorare le differenze, la loro voglia di stare insieme a giocare.
Invece loro saprebbero come fare. Loro potrebbero insegnarci l’integrazione. Loro sono il futuro del mondo e se li lasciassimo fare, almeno in questo, farebbero le cose meglio di noi. Perché per loro gli altri sono semplicemente bambini.

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